LA VALDINIEVOLE 
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Posted Gennaio 28th, 2008 by redazione
LA VALDINIEVOLE
C'era una volta una valle conosciuta col nome di Valdinievole. Gli antichi Romani la chiamavano Vallis Nebulae e la descrivevano come un territorio, in parte pianeggiante in parte montuoso, solcato da ruscelli deliziosi che, scivolando lungo i fianchi selvosi delle colline circostanti, andavano a perdersi svelti e silenziosi fra i platani, le canne ed i ranocchi di un esteso acquitrino, spesso avvolto dalla nebbia, chiamato Padule di Fucecchio.Secondo un passo della Genesi, riportato nei rotoli del Mar Morto, la creazione del mondo sarebbe avvenuta non tutta insieme, come si è sempre creduto, ma un po' alla volta; e sarebbe iniziata (è incredibile!) proprio dalla Valdinievole. Infatti, in uno di questi rotoli si legge: "Molto prima che il mondo fosse creato nella sua interezza, Dio volle sperimentare la bontà del suo progetto, cominciando a creare il primo modulo del mondo in cui viviamo. Egli, un giorno in cui si sentiva particolarmente ispirato, additando con l'indice della mano sinistra un punto dell'universo, disse: "Sia fatta la Valdinievole! E la Valdinievole fu." E' così che nacque la prima "fetta" di mondo, costituita dal padule e dalle meravigliose colline circostanti.All'alba del giorno dopo Dio, accorgendosi che la valle che aveva creato risultava troppo brulla e desolata, ordinò: "Le acque si riempiano di pesci e gli uccelli volino nel cielo. Così il padule si riempì di pesci grandi e piccoli che guizzavano nell'acqua, e il cielo di uccelli dai colori sgargianti che si inseguivano veloci e festanti nell’aria". L'indomani, dopo essersi riposato, Dio volle che la pianura e le colline circostanti non solo fossero ricoperte di vegetazione ma che si popolassero anche di tutte le specie di animali che noi conosciamo. Poi, avvedendosi che mancava qualcuno che potesse apprezzare e utilizzare le ricchezze da Lui create, si chinò, raccolse un pugno di polvere dal suolo e con essa modellò il primo valnievolino esistente al mondo. Costui, appena si alzò da terra, guardandosi attorno esclamò: "Oh, che ci fo' qui solo in questa valle!?" Era nato il primo brontolone. Dio lo sentì e, da "Persona" intelligente qual è, capì subito di che cosa la sua creatura aveva bisogno. Così, mentre egli dormiva, gli tolse una costola e con essa fece una donna che vivesse con lui. Era nata Ni-Eva-lina...la prima martire della storia. Con quest'ultimo atto di creazione la Valdinievole era finita. Dio, poi, vedendo che tutto era ordinato, bello e perfetto, decise di completare la sua opera; e così, a questa sua prima creazione, aggiunse le parti del mondo che ancora mancavano. Il pianeta Terra era finalmente completo.Questo è quanto si sa circa le origini bibliche e mitologiche della nostra Valle.La storia, invece, nella sua fredda e scarna essenzialità, ci fornisce altre notizie, e ci informa che il posto in cui viviamo, in virtù della sua bellezza e collocazione geografica, fu ambito da molte popolazioni, venute anche da lontano. Esso, infatti, divenne territorio di conquista non solo degli etruschi e dei romani, che aspiravano al possesso delle sue risorse, ma, in epoca più tarda, anche dei fiorentini, dei pisani e dei lucchesi che si affrontarono più volte nella sua piana e sui suoi colli per contendersi il territorio a colpi di spada e di alabarda.In un documento del tardo Medioevo, ritrovato proprio in questi giorni in un anfratto delle sue colline, un cronista del posto, un certo Egisto Sigismondo da Buggiano, così ci parla degli abitanti della Valdinievole: "Le genti che ivi menavano la loro vita, sapeano utilizzare sapientemente tutte le risorse che domineddio aveva elargito a esto loco; et elli sapeano di caccia, di pesca, di agricoltura et sapeano maneggiare la copiosa paglia de la valle ne la fatturatione di panche, cestelli et cappelli che niun pisano, lucchese et fiorentino facea mancare in la su la propria casa e in su la propria testa. In niuna de le sontuose magioni de la tosca terra mancava un arredo, una suppellettile, un ricamo che non fussono stati fatti da le mani d'oro de le femine assai semplici, virtuose et belle, tanto che Michelangiolo et Botticelli erano adusi prendere ispirazione quivi per dipingere angeli et madonne ". Come sappiamo, Dante Alighieri, che non era di questa valle, transitandovi con Uguccione della Faggiula, signore di Pisa e di Lucca, ebbe ad esclamare: "Dopo l'inferno di Florentia, ecco il paradiso che io vo' cercando" E mentre si dissetava alla purissima sorgente che sgorga sotto i colli di Buggiano, cominciò a scrivere i noti versi: "O cara, o dolce fonte in sotto il monte//che di verzura e fior se' adornata,//fa' lo mio intelletto, in su la fronte ,//cantar d'amore per la mia donna amata".Nei secoli che seguirono, la storia della Valle fu tutto un alternarsi di periodi di guerra e di pace, di sudditanza e di autonomia, di crisi e di prosperità; tuttavia, in ogni circostanza, mai i valligiani smarrirono la loro identità né persero la capacità di adeguarsi ai cambiamenti dei tempi, come è attestato dai ciclopici lavori eseguiti per prosciugare i suoi acquitrini, dalla costruzione del meraviglioso complesso termale di Montecatini Terme, dalle prestigiose cartiere della Svizzera Pesciatina, dalle serre costruite qua e là nella Valle e dalle tante industrie calzaturiere di Monsummano Terme che tanto lavoro diedero perfino agli immigrati venuti dal Mezzogiorno d'Italia.La stessa sensibilità ed accoglienza che i valligiani avevano riservato ai nostri meridionali, essi riservarono, qualche secolo dopo, anche agli immigrati, provenienti da tutte le regioni che formavano i cinque continenti della Terra.Anche questa volta, il Valnievolino diede prova di sapersi adeguare ai cambiamenti del mondo e di saper fraternizzare con i nuovi stranieri, così come secoli prima aveva fatto con i romani, i francesi, i pisani e i fiorentini che da invasori e padroni della Valdinievole finirono col diventare parte costitutiva ed integrante di essa.A questo punto la storia, anzi la favola della Valdinievole si interrompe e si perde tra le nebbie del tempo, lasciando a ciascuno di noi la libertà di immaginare quando, dove e come si siano perse le sue tracce.La leggenda vuole che il Creatore dell'universo, essendosi accorto che il pianeta Terra era in pericolo e non più in grado di dare sicura ospitalità agli abitanti della Valdinievole, abbia ordinato ad una schiera di angeli di avvolgerla in un immenso lenzuolo bianco e di trasportarla in una costellazione della nostra galassia (sembra si tratti della Costellazione del Cigno), per dar vita ad altri mondi simili a quello intorno al quale Egli aveva creato originariamente la Valdinievole. Adesso I valnievolini vivrebbero là, felici e contenti di godersi le meraviglie della loro Valle non più illuminata dagli stanchi raggi del Sole ma da quelli ben più caldi e luminosi di una stella distante 450 anni luce dal nostro sistema solare.
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